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Tecniche 
 
LA TECNICA 
Ciò che caratterizza questa disciplina è il principio dell'AIKI, in cui AI sta ad indicare unione, adesione, armonia e KI energia, intenzione (spirito, mente, aria, umore). Tale principio consiste nell’unire armoniosamente (fare aderire) l'energia (psico-fisica) dell'aggredito con quella dell'aggressore, che è il fondamento su cui si basano le tecniche di Daito ryu Aikibudo. In sostanza si tratta di utilizzare a proprio vantaggio una energia al fine di procurare uno sbilanciamento che poi ci consentirà di applicare una certa tecnica. L'energia iniziale viene applicata al fine di sopraffarci e puo' essere una forte presa, una spinta o percossa, un tiramento ecc... Dal momento in cui un soggetto matura in se l'intenzione di esprimersi mediante un attacco (che puo' essere fisico, verbale o psicologico), tendenzialmente da vita ad una energia che potenzialmente puo' sbilanciarlo e che è suscettibile di essere utilizzata contro di lui. Tale principio ha origini molto antiche, già presente all'interno del sistema tecnico chiamato “Aiki-in-yo-ho” (metodo Yin e Yang dell’Aiki)  è arrivato fino a noi ed è contenuto nel Daito ryu Aikibudo. Ha avuto una diffusione globale grazie ad un eccellente praticante di nome Morihei Ueshiba che dopo aver avuto l'onore di studiare per decenni questo principio direttamente con Sokaku Takeda ha creato la sua disciplina, l'Aikido, che grazie anche ai suoi principi universali ha avuto in poco tempo una diffusione capillare in tutto il globo. Nobilitate da tale principio (AIKI) vanno considerate le tecniche tipiche del ju-jutsu antico, quali percussioni (atemi), strangolamenti (shime), chiavi articolari (Kansetsu), pressioni sui punti vitali (kyusho) e proiezioni (nage). Ogni tecnica, in base alla concreta realtà energetica, può essere applicata seguendo differenti strategie (ad esempio avanzando a 45°, lasciando passare ruotando, ecc...), ma in ogni caso è necessario uno sbilanciamento costante di colui che subisce la tecnica (uke), tale da rendergli impossibile qualsiasi reazione. La respirazione, lo sviluppo dell'energia interna e l’accrescimento della sensibilità personale, vengono studiati come strumenti imprescindibili e la ricerca interiore è mirata a produrre un temibile cuore saldo nell'animo sereno. Il programma d'insegnamento é molto vasto poiché esso deriva da un completo sistema di combattimento creato appositamente per i samurai del Clan Takeda/Aizu, i quali da militari professionisti lo praticavano quotidianamente e per tutta la vita. I guerrieri (Bushi) Takeda praticavano tecniche di lotta corpo a corpo (jujutsu), tecniche di difesa usate all’interno dei palazzi (gotenjutsu) o in contesti formali (oshikiuchi), tecniche di lotta con indosso l’armatura (yoroi kumiuchi), tecniche di spada (kenjutsu), tecniche di lancia (sojutsu), tecniche di arco (kyujutsu), tecniche per legare un prigioniero (toraejutsu), tecniche di ventaglio da guerra (tessenjutsu), ecc… Oggi ovviamente, con il trascorrere del tempo e la cessata necessità di utilizzo, molte di queste tecniche sono andate purtroppo perdute. Il patrimonio tecnico e culturale della scuola Daito resta tuttavia attualmente molto vasto e di chiara matrice feudale. Didatticamente il praticante apprenderà una serie di esercizi tecnici basilari propedeutici allo studio del programma specifico. Tali esercizi concernono spostamenti, parate, percosse, strangolamenti, cadute, esercizi respiratori, ecc… e sono racchiusi in ciò che è chiamato “AIKI TAISO”, che può avere una forma base o una forma estesa. Parallelamente all’ Aiki Taiso il praticante apprenderà nel tempo tutto il programma “segreto” specifico, chiamato “HIDEN MOKUROKU”. Tale catalogo è costituito da 118 tecniche di base, ed è suddiviso in cinque "serie" o articoli (JO) ordinate secondo una progressione crescente di difficoltà nell'apprendimento. Le prime tre serie, Dai-ichi, Dai-ni e Dai-san o IKKA, NIKA e SANKA sono costituite da Trenta (30) forme ciascuna. che vengono a sua volta suddivise in base alla modalià di esecuzione della stessa. Avremo così per ciascuna delle prime tre serie/articoli JO: 
Dieci (10) forme con colui che esegue la tecnica e colui che la subisce in posizione inginocchiata (Kiza), che vengono chiamate Idori;  
Cinque (5) forme con colui che esegue la tecnica in posizione inginocchiata e colui che la subisce in posizione eretta, che vengono chiamate Hanza Handachi
Dieci (10) forme con entrambi i praticanti in posizione eretta Tachi-ai
Cinque (5)  forme con colui che esegue la tecnica che è di spalle a colui che la subisce, chiamati Ushiro Dori
Nei restanti due articoli/serie (JO) che compongono l'Hiden Mokuroku (Dai-yon e Dai-go), YONKA e GOKA abbiamo rispettivamente quindici (15) e tredici (13) forme tutte eseguite in posizione eretta Tachi-ai. Abbiamo così composto le 118 tecniche di base del primo catalogo segreto. 
In realtà le ultime sette (7) forme della quinta serie si sviluppano ulteriormente in altre tre/cinque (3/5) forme ciascuna, essendo in realtà più che forme singole, dei piccoli insiemi. 
Questo, che viene chiamato il programma segreto di base, accompagnerà il praticante durante un lungo percorso di crescita personale all'interno di questa disciplina. Egli sarà contestualmente introdotto allo studio di altri insegnamenti specifici, come l'Aiki no Jutsu le applicazioni  (Oyo-waza), gli Ura waza (che nel Daito ryu sono delle vere e proprie varianti più che tecniche base eseguite sul lato contrario), ecc... 
Il programma tecnico sarà ulteriormente arricchito dallo studio di “elementi di KENJUTSU” ossia elementi dell’arte della spada giapponese, studio che consisterà nell’approccio a concetti di base (distanza, posture di guardia, tipologie di taglio, etichetta, filosofia, ecc…), nella pratica di esercizi a coppia e nella pratica di alcune forme (Kata) specifiche diffuse in tutto il mondo grazie alla disciplina del moderno Kendo giapponese: i c.d. “Kendo no kata”. 
Gyaku ude dori 
Anche nel Daito ryu Aikibudo si utilizza quale elemento fondamentale per la trasmissione dell’arte il “Kata”, ossia la forma, il modello ideale con il quale si trasmette il principio tecnico-spirituale, modello ideale che andrà ripetuto costantemente per molti anni al fine di divenire un gesto quasi istintivo. E' proprio all'interno delle forme (kata) che sono custoditi i principi tecnici (waza) grazie ai quali il praticante potrà veramente capire i segreti e le strategie di tale disciplina. Per comprenderci il kata è l'alfabeto mediante il quale un giorno si potranno scrivere poesie, la scala mediante la quale si potrà suonare la musica più bella, ossia le basi imprescindibili per l'apprendimento dell'arte. Solo dopo aver praticato molti anni ed aver seguito le necessarie metodologie di pratica (kata-geiko, kagari-geiko, oyo-geiko, renzoku-geiko, kaeshi-geiko, ecc..) sarà possibile arrivare alla libertà tecnica, in cui il praticante diviene “uno” con l’arte e sarà così in grado di rispondere spontaneamente ed adeguatamente ad ogni stimolo esteriore ed interiore. 
- Il Kata-geiko è l'allenamento, la pratica di base, la pratica delle basi, mediante il quale si esercitano le forme così come sono state tramandate; secondo un certo ordine (senza variazioni significative) con un certo ritmo, con respirazione e vocalizzazione (Kiai) prestabilita, ecc... Sostanzialmente l'allenamento nel Kata (kata-geiko) serve per imparare come abbiamo già detto una risposta ideale ad una sollecitazione ben definita, apprendendo così i principi tecnici (waza) inseriti nelle forme codificate, ad es. "la proiezione" (nage), il far cadere a terra sul posto (otoshi), lo schiacciamento con rottura o distorsione (kujiki), la "restituzione" dell'energia (Kaeshi), la cattura o intrappolamento (Dori), la chiusura o pressione sul posto (Tsume - Zume), ecc... Tramite lo studio del kata si memorizza un alfabeto di forme necessario all'apprendimento dei principi basilari ed eventualmente alla trasmissione dell'arte stessa. 
 
- Il Kagari-geiko è l'allenamento, la pratica di gruppo e si può praticare in linea, in cerchio, a croce o nelle modalità più disparate. L'obiettivo di questa metodologia di allenamento è quello di ampliare la percezione spazio-temporale del praticante, che con il tempo imparerà a diminuire l'intervallo di risposta alle stimolazioni, ad aumentare la varietà di tecniche utilizzate e ad avere una maggiore coscienza dello spazio circostante. E' un primo piccolo passo verso la libertà tecnica, in quanto colui che pratica questo esercizio si trova a rispondere contestualmente a più sollecitazioni differenti e consecutive. La pratica lineare consiste nel disporsi in fila indiana di fronte a colui che esegue le tecniche, andandolo a sollecitare in sequenza. Nel modo circolare ci si dispone intorno a colui che esegue le tecniche e lo si sollecita arbitrariamente di propria iniziativa (anche due o tre per volta!) o si attende un suo input (che può essere un semplice colpo d'occhio). 
 
- L'Oyo-geiko è lo studio, la pratica delle applicazioni, ossia un metodo di allenamento che consiste nell'applicare una certa tecnica ad un numero di stimoli che differiscono rispetto a quello ideale codificato, che si è studiato in precedenza nella pratica delle forme (kata-geiko). Ciò consentirà di padroneggiare completamente una tecnica e di applicarla ad una serie sempre maggiore di situazioni. In questa fase ci si appresta ad abbandonare "la base" studiata per tanto tempo (almeno dieci anni) e con tanta perfezione.  
 
- Il Renzoku-geiko o Renraku-waza è l'allenamento di "concatenameto" della tecnica di difesa; la pratica del concatenamento, in successione. Consiste nel passaggio tempestivo da una tecnica di base che il praticante si era prefissato di applicare ad un'altra, dal momento in cui si verifica la mancanza di una o più conditio sine qua non per l'applicazione della prima tecnica. Cioè l'applicazione di un a tecnica di base codificata, verrà tempestivamente modificata in un'altra tecnica di base codificata quando colui che la esegue si accorgerà della mancanza di un elemento necessario all'esecuzione della stessa (ad esempio assenza di una gamba avanzata necessaria a quel tipo di tecnica o improvvisa retrocessione della stessa, spostamento dello sbilanciamento in avanti anziche in dietro, ecc…).  
 
- Il Kaeshi-geiko è l'allenamento alle contro tecniche, ossia la pratica all'inversione dei ruoli, in cui colui che esegue la tecnica, a causa della mancanza di uno o più elementi necessari (ad esempio mancanza di sbilanciamento) si trova improvvisamente a rivestire il ruolo di colui che subisce la tecnica; in pratica subisce le conseguenze delle sue imprecisioni. Lo scopo  di tale pratica è duplice; uno è quello di fare acquisire a colui che subisce la tecnica sensibilità alla reazione e l'altro è quello chiaramente di fare in modo che colui che esegue la tecnica faccia attenzione a tutti i dettagli fondamentali proprio al fine di evitare una possibile inversione dei ruoli. E' l'anticamera dell'allenamento libero (randoru) che è lo stadio più elevato di studio. In pratica è uno stadio in cui due praticanti, generalmente molto affiatati, cercano di cogliere un punto debole durante l'esecuzione della tecnica del compagno. E' un allenamento difficile, non privo di rischi di incidenti e per questo è praticato soltanto da studenti di grado superiore. Si parte da una tecnica di base e, se il compagno avverte un punto debole nell'esecuzione di questa, cerca di opporsi con un'altra tecnica adeguata. Occorre essere molto sinceri, perché bisogna resistere e reagire soltanto in caso di una reale imperfezione nella tecnica. In questa fase si tende ad abbandonare la base, praticando solamente le tecniche personalizzate, base che si tornerà a praticare nei momenti di trasmissione della tecnica agli studenti più "giovani" e che ora si praticherà con piena coscienza e con assoluta precisione. 
 
- Il Randoru-geiko è l'allenamento al movimento libero, la pratica libera, è il fine di tutti gli altri tipi di allenamento. Randoru vuol dire "libertà di azione" intesa come mancanza di regole (Ran in giapponese vuol dire caos, ribellione, disordine). In questo stato non esistono più tecniche di base, non esistono più ruoli (colui che subisce la tecnica e colui che la esegue), essi vengono interscambiati a seconda delle necessità.  
Nage waza 
 
Tokimune Takeda inserisce in questa disciplina i vari livelli di percorso tipici delle moderne vie marziali (Kyu e Dan dei moderni Budo) essendo ormai diffusi in tutto il mondo. Egli conferì il 5° livello superiore (5° Dan) esclusivamente a quattro persone, tra cui Matsuo Sano sensei (secondo i suoi allievi avanzati egli per estrema umiltà rifiutò il 6° dan che Tokimune voleva conferirgli). Attualmente I livelli inferiori vanno da 5° Kyu a 1° Kyu in ordine decrescente, mentre i livelli superiori vanno da 1° Dan a 5° Dan in ordine crescente. Circa i programmi degli esami e le procedure di accesso agli stessi rimandiamo il lettore interessato al regolamento interno della nostra associazione. Sottolineiamo che i diplomi di livello sono esclusivamente giapponesi, redatti in ideogrammi e conferiti dalla commissione giapponese esaminatrice. 
 
Ci auguriamo che questa piccola e sintetica panoramica possa consentire al lettore di maturare una maggiore conoscenza teorica della disciplina. Invitiamo comunque il lettore interessato a provare personalmente ricordando che il migliore insegnante è sempre l'esperienza diretta. La pratica del Daito ryu Aikibudo non conosce limitazioni relative al sesso o all'età. L'obiettivo di questa disciplina è quello di riuscire nel tempo ad ottenere un grande risultato con un sempre decrescente dispendio energetico, in sostanza non sarà la forza fisica a permettere al praticante di gestire una condizione potenzialmente svantaggiosa, ma sarà l'esperienza, la conoscenza tecnico/strategica, la maturata sensibilità ed il sapiente utilizzo degli sbilanciamenti nel tempo a farla da padrone nei confronti. 
 
hiza jime 2001- bosco san giulia 
 
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